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Presentazione del libro "Si può vivere così?" di Luigi Giussani - Ed. Rizzoli

La fede è un metodo di conoscenza della ragione, attraverso la mediazione di un testimone”,
così ha esordito il giornalista Pigi Colognesi, invitato dal Centro culturale “Augusto Del Noce” nell’auditorium Vendramini a presentare il libro di Luigi Giussani, “Si può vivere così? Uno strano approccio all’esistenza cristiana”.
Coloro che hanno contestato l’intervento del Papa alla Sapienza probabilmente si straccerebbero le vesti di fronte a una simile affermazione. Eppure l’esperienza ci insegna, come ha affermato ancora il relatore, citando don Giussani che “la genialità nella vita sta nel sapersi fidare e la patologia nel dubitare del prossimo”.
Certamente “quando si conosce una realtà attraverso un testimone – afferma ancora don Giussani -è impegnata tutta la persona. Perciò la fede, la conoscenza per fede rivela la capacità di assetto giusto, umano, di fronte a un umano”. Questa è stata l’esperienza dei discepoli con Gesù, testimone di Dio, e questa è l’esperienza di tanti uomini d’oggi che incontrano chi testimonia Cristo.
Il pubblico ha seguito con attenzione la breve presentazione dei tre capitoli fondamentali del volume di Giussani, trascrizione di un anno di colloqui con un centinaio di giovani che si preparavano a una scelta di verginità. Si tratta delle tre parole chiave dell’esperienza cristiana: fede, speranza e carità. Parole che don Gius, come lo chiamano ancora gli amici, non ha mai dato per scontate.
Lui amava citare spesso lo scrittore francese Charles Peguy, secondo il quale la fede in Dio e la carità verso il prossimo sono facili, di fronte alla bellezza del mondo e alla pena degli uomini, mentre la speranza è difficile, sperare che domani sia meglio di oggi è difficile. Ma la speranza cristiana non è l’utopia delle ideologie dei secoli scorsi:, “si spera nel futuro- diceva don Giussani - sulla base di una certezza nel presente, che è grazia”.
L’incontro si è concluso con l’invito a leggere e a confrontarsi con il libro, insieme ai propri amici, cosa che avviene già da tanto tempo con i testi di Giussani: un fenomeno questo particolarmente interessante, perché si tratta di una aggregazione libera, che viene dal basso, quasi un miracolo in un tempo in cui sembrano dominare l’omologazione e la solitudine.

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