Sulla Casa Sacchiense 1

CASA SACCHIENSE 1

Un ramo della famiglia Ricchieri di Pordenone si insediò nell’area tra il duomo, le mura e la Porta Furlana, alla fine del XIV secolo. Dopo la sedizione del 1468, contro il capitano cesareo Federico di Castelbarco, furono banditi dalla città i fratelli Daniele, Antonio e Francesco Ricchieri, insieme al nipote Giovanni, al cugino Cristoforo e ad altri cinquantatre cittadini ribelli. I primi tre erano figli di Giacomo Ricchieri, mentre il cugino era figlio di Tommaso. Naturalmente furono sequestrati molti dei loro beni e fu tolto loro anche il giuspatronato sulla cappella di famiglia in Duomo. Cristoforo potrà ritornare a Pordenone solo nel 1502, grazie a un salvacondotto concesso dal capitano di Pordenone.

Nel 1486 ci fu una decisione dell’Imperatore Federico III a favore di Pantasilea, moglie di Benvenuto Ricchieri, fratello di Antonio, Francesco e Daniele, perché potesse abitare in una parte della sua casa che era stata sequestrata: “Noi te avisiamo che la parte di quella casa posta in Pordenone in la qual adesso habita la nobil domina Pantasilea moier del quondam nobile Benvenuto de Richeri, essendo quella devoluta a noi da Francesco e Antonio de Richeri, concedemo et demo licentia alla preditta domina Pantasilea et alle sue figlie usar et tenir et possider”, dietro pagamento di un ducato annuo al fisco. Nel 1495 fu inviata una nuova supplica all’Imperatore Massimiliano I, perché a Pantasilea e alle sue figlie, Benvenuta, Marzia, Virginia ed Elisabetta, fosse restituita parte della casa che “ad fiscum caesaris fuerat devoluta”. Sappiamo che nel 1527 la casa era stata ereditata da Bernardina, figlia di Benvenuta, perché dalla stessa fu ceduta, con un contratto di francazione, a Giovanni Antonio e che un’altra parte della casa era toccata in sorte al commissario imperiale Giacomo Pona, al momento del sequestro dei beni di Francesco e Antonio Ricchieri: “suam partem domus sitam in Portunaonis, pro indiviso, cum partem eiusdem domus obventa in sorte a Giacomo Pona di Tridento”. La parte di casa toccata al Pona è evidentemente quella che Giovanni Antonio acquistò, dopo la conquista definitiva di Pordenone, da parte di Bartolomeo d’Alviano, nel 1514, come è ricordato nell’atto di divisione dei beni tra Giovanni Antonio e il fratello minore Baldassarre, nel 1534: “in domo dicti Magistri Joanni Antonii empta a Domino Jacobo Pona tridentino”. Si riunificava così un bene che era stato diviso dopo la sommossa del 1468 e tale bene diventò la Casa del Pordenone, che unita agli altri acquisti del padre Angelo e dello stesso Giovani Antonio,andava a formare la grande Casa Sacchiense.

Legenda: n. 4 Casa di Bernardina Ricchieri, presa in enfiteusi dal Pordenone il 5 0ttobre 1527 e riscattata il 13 ottobre 1529: n. 5 Casa di Giacomo Pona, sequestrata ai Ricchieri nel 1468 e acquistata dal Pordenone dopo il 1514; n. 7 Area dello Studiolo del Pordenone, costruito dall’autorità pubblica sul volto della Ruga degli Andadori alla fine del Quattrocento, per controllare la Porta Orientale.

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