Padre Marco d’Aviano dopo la battaglia di Vienna

Johann Melchior Roos, Padre Marco tra i protagonisti della battaglia di Vienna, databile 1696-1698

Progetto “Marco d’Europa in un dipinto di Johann Maechior Roos”

Il Centro culturale Augusto Del Noce di Pordenone e l’APS Cintamani, che nel novembre 2021 hanno acquistato il dipinto di Johann Melchior Roos  (1663-1731), raffigurante Padre Marco tra i protagonisti della battaglia di Vienna (1696-1698) per depositarlo a fine 2022 nel Museo Diocesano di Arte Sacra di Concordia-Pordenone, promuovono in collaborazione con il Centro Studi Odoriciani, il Comitato per la causa di canonizzazione del Beato Marco d’Aviano e l’Associazione Alle Grazie, il progetto “Marco d’Europa in un dipinto di Johann Melchior Roos”: esso prevede una esposizione itinerante del quadro in alcune chiese della Diocesi di Concordia-Pordenone, l’inserimento dello stesso nel percorso storico-artistico del Museo Diocesano di Arte Sacra di Concordia-Pordenone e la pubblicazione di un volume di studi, che presenterà una serie di opere d’arte inedite o quasi collegate al Seicento europeo in Friuli-Venezia Giulia: esso sarà curato da Simone Andreoni M. A., storico dell’arte, direttore del dipartimento antichità di Viscontea Casa d’Aste e consulente di LTWID by Vintage Domus (Milano); Roberto Castenetto, presidente del Centro culturale Augusto Del Noce e Carlo Scaramuzza, Presidente dell’APS Cintamani. Il progetto si avvale di un comitato scientifico formato da: Miriam Davide, professoressa associata di Storia medievale dell’Università di Trieste; Marco Ciampolini e Gerardo De Simone (direttore della rivista internazionale “Predella”), professori dell’Accademia di Belle Arti di Carrara; Claudio Sagliocco, assistente del prof. Alessandro Zuccari, ordinario dell’Università La Sapienza di Roma; la dottoressa Daniela Lauria, consulente di gallerie d’arte a livello internazionale e già docente all’Università di Nizza; Giordano Brunettin, storico medievista; Giancarlo Magri, pittore e restauratore; Lorena Menegoz, storica dell’arte; Angelo Crosato, già conservatore del Museo Civico d’Arte di Pordenone e studioso di storia locale; Walter Arzaretti, studioso di storia locale, rappresentante del Comitato per la canonizzazione del Beato Marco d’Aviano, e Margherita Agostini, organizzatrice di eventi artistici e culturali.

Programma delle esposizioni itineranti nell’anno 2022, in collaborazione con il Comitato per la causa di canonizzazione del Beato Marco d’Aviano: Aprile, Pordenone, Duomo di San Marco;  Agosto, Aviano, località Piancavallo, chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, e Marsure, chiesa di San Lorenzo; Settembre, Santuario di Madonna del Monte e Polcenigo, chiesa della Santissima Trinità; Ottobre 2022, Maniago, duomo di San Mauro.

Chi desiderasse contribuire al progetto può inviare una erogazione liberale al Centro culturale Augusto Del Noce, IBAN – IT64T0548412501CC0720420249, scrivendo nella causale: Erogazione liberale Progetto “Marco d’Europa in un dipinto di J. M. Roos”.

Descrizione del dipinto

Padre Marco d’Aviano fu un “cappuccino predicatore”, come voleva essere definito, tra i più amati del tardo Seicento in tutta Europa, perché tutti erano conquistati dalla forza della sua testimonianza, che invitava alla conversione dei cuori e alla misericordia, ovunque egli andasse: tra i cattolici come tra i protestanti. Ebbe un ruolo determinante nel richiamo all’unità dei principi e dei popoli europei per la difesa della fede, della liberà e della pace, nonché per la promozione della giustizia. Nel quadro di Roos abbiamo al centro la figura di un cavaliere in fin di vita, sostenuto nel busto da un inserviente e osservato da un capannello di illustri personaggi. L’importanza del personaggio, che probabilmente è da identificare con il giovane ussaro Stanislao Potocki, è attestata dal fatto che viene assistito da due frati cappuccini, nel primo dei quali si riconosce padre Marco d’Aviano, il quale viene salutato da un cavaliere giunto in visita, che può essere identificato con Carlo V di Lorena, il comandante in capo dell’esercito imperiale. La tenda a padiglione che domina sulla destra reca un’aquila d’oro polacca e il personaggio davanti ad essa, avvolto da una pelliccia, va identificato probabilmente con Giacomo Sobieski, il figlio del re di Polonia Giovanni III, che si trova dietro di lui. Ancora più indietro rispetto al capannello di osservatori c’è un gruppo di ufficiali e di funzionari che sta esaminando il bottino di guerra e ne sta compiendo l’inventario per la spartizione. Si deve presumere che il contesto sia quello della sera del 12 settembre 1683, subito dopo la rotta dei Turchi all’assedio di Vienna. I personaggi principali del dipinto rappresentano l’unione delle tre grandi culture europee, la latina, la slava e la germanica, accomunate dalla fede cristiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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