Padre Marco d’Aviano dopo la battaglia di Vienna

Johann Melchior Roos, Padre Marco d’Aviano dopo la battaglia di Vienna, 1683/1684

Due associazioni pordenonesi, il Centro culturale Augusto Del Noce e l’APS Cintamani, con il sostegno dei Lions Club di Brugnera-Pasiano-Prata e di Porcia, del Gruppo Bisaro e dell’Associazione Alle Grazie, hanno acquistato un importante dipinto, in cui è rappresentato il beato Marco d’Aviano. Lo storico dell’arte Simone Andreoni (Viscontea Casa d’Aste, Milano) lo ha attribuito al pittore fiammingo Johann Melchior Roos (1659/1663-1731), fratello e collaboratore del famoso Rosa da Tivoli, a Roma tra il 1686 e il 1690. Si tratta di un’operaparticolarmente importante, perché siamo di fronte alla prima rappresentazione pittorica del beato, che com’è noto unì i governanti europei nella difesa Vienna e nella liberazione dell’Ungheria dal dominio dei Turchi.

Anche l’articolazione del soggetto è meritevole d’attenzione: il quadro presenta al centro la figura di un cavaliere morente o già deceduto, privato dell’armatura, mentre viene sostenuto nel busto da un inserviente e osservato da un capannello di illustri personaggi, posti all’interno di una tenda. L’importanza del personaggio è attestata dal fatto che viene assistito da due frati cappuccini, nel primo dei quali si riconosce padre Marco d’Aviano. L’autorevole personaggio a cavallo che giunge in visita potrebbe essere identificato con Carlo V di Lorena, il comandante in capo dell’esercito imperiale. La tenda a padiglione reca un’aquila d’oro, probabilmente polacca, e quindi il personaggio al suo interno, avvolto da una pelliccia, potrebbe essere re Sobieski. Ancora più indietro c’è un gruppo di ufficiali e di funzionari che sta esaminando il bottino di guerra e ne sta compiendo l’inventario per la spartizione. Si deve presumere che il contesto sia quello del 12 settembre 1683, subito dopo la rotta dei Turchi all’assedio di Vienna. Secondo lo storico Giordano Brunettin, il personaggio al centro potrebbe essere Thomas de Croy, deceduto nella battaglia, ma per esserne certi bisognerà identificare il blasone presente sulla sella di uno dei cavalli in primo piano.

Il quadro, che è stato presentato in anteprima ai soci dei Lyons club di Pasiano-Prata-Brugnera e di Porcia, sarà ora oggetto di studio da parte di un comitato scientifico e nel corso del 2022 sarà dapprima esposto in alcune chiese della Diocesi e poi in una mostra dedicata a padre Marco, nell’ambito di un progetto di valorizzazione che sarà attuato in collaborazione con altre associazioni di Pordenone e con il Comitato padre Marco d’Aviano; l’opera sarà infine offerta in comodato d’uso al Museo Diocesano di Arte Sacra di Pordenone.

L’operazione è significativa anche perché ha visto la collaborazione efficace di realtà culturali, imprenditori e singoli cittadini, accomunati dall’obiettivo di assicurare alla Destra Tagliamento un’opera d’arte che documenta la storia di uno dei suoi più illustri figli, apre a nuove prospettive di ricerca e riflessione, e di metterla a disposizione di tutti.

 

 

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