Vivi – storie di uomini e donne più forti della malattia

Uomini e donne vivono ogni giorno in condizioni di grave infermità, senza una ragionevole speranza di guarigione. Vivono all’interno delle loro case, spesso – ma non sempre – accuditi da famigliari, amici, medici, infermieri, volontari. Immobili, incapaci di parlare, dipendono in tutto dagli altri. Ciò che per i sani è scontato e quasi inconsapevole, per loro è un quotidiano atto di coraggio e determinazione. Le loro sono storie impegnative e straordinarie. Commuovono, fanno riflettere. Dimostrano come ogni essere umano circondato dall’amore vuole vivere, a qualunque costo. Cavallari racconta le storie di chi la malattia ha condotto fino ai confini estremi della vita. L’impressione che si ricava da queste esperienze è molto forte e coinvolgente. L’esistenza di questi uomini e di queste donne ci sfida a un duro confronto sul significato della nostra esistenza. E ci chiede di pensare al futuro della società in cui viviamo affinché vi ritrovi posto l’umanità nel suo senso più profondo.

Il libro di Fabio Cavallari, “Vivi. Uomini e donne più forti della malattia”, è stato presentato a Pordenone, nell’Aula Magna del Centro Studi, su iniziativa del Centro culturale “Augusto Del Noce”. Erano presenti l’autore, scrittore e giornalista del settimanale “Tempi”, e i coniugi Ribera, genitori di Giulia, una delle protagoniste del libro. Una storia esemplare la sua, per capire le contraddizioni del nostro tempo.
Giulia non sarebbe dovuta nascere, perché secondo la medicina era destinata a una condizione di stato vegetativo. Ma la mamma Mariangela, di origine friulana e residente a Bruxelles, dove lavora al Parlamento europeo, è cristiana e crede nel valore di ogni vita. Le avevano anche fissato il giorno dell’aborto, all’ottavo mese di gravidanza, il giorno dopo la nascita di Gesù, che in Belgio non è festivo. Ora Giulia ha quasi otto anni, ha un sorriso che ti conquista e, opportunamente aiutata, partecipa anche alle gare di sci per disabili sull’altopiano di Asiago

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Fabio Cavallari

Giornalista e scrittore. Dal 2002 collabora con il settimanale Tempi. Ha curato alcuni speciali per Radio Due ed è stato relatore in molti incontri, nelle più importati città italiane, su temi bioetici, politici e culturali.

È autore dei volumi “Fuori dalla metafora del volo” (Laterza, 2004), “Volti e stupore. Uomini feriti dalla bellezza” (San Paolo, 2007) e “Mendicanti di bellezza. Un non credente e una monaca a confronto sulla vita” (San Paolo, 2009), entrambi scritti a quattro mani con suor Maria Gloria Riva, “La forza del cambiamento” (Guerini e Associati, 2010) scritto con Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia; “Vivi. Storie di uomini e donne più forti della malattia” (Edizioni Lindau, 2010). Da dicembre 2010 è nelle librerie, la sua ultima opera letteraria, “Enrico Zanotti. La politica che lascia il segno”(Itaca)

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