Il Centro culturale “Augusto Del Noce” opera ininterrottamente da trentacinque anni nella città e nella provincia di Pordenone con proposte culturali, educative e ricreative rivolte a giovani ed adulti.
Esso è sorto nel 1981, con la denominazione di Centro culturale “Il Segno”, poi modificata nel 1991, come omaggio al grande filosofo italiano deceduto nel 1989. Ne sono stati promotori un gruppo di insegnanti desiderosi di offrire innanzitutto ai giovani occasioni di crescita culturale e umana, attraverso l’organizzazione di incontri di riflessione, conferenze, convegni, feste, gite e vacanze. Attorno a tali iniziative si sono poi raccolti anche giovani inseriti nel mondo del lavoro, che hanno così dato vita una vera e propria comunità educativa formata da giovani e adulti impegnati nella ricerca di un significato per la propria esistenza e nell’approfondimento-verifica dei valori offerti dalla tradizione cristiana, nonché nel confronto sulle problematiche dell’attualità.
Il Centro culturale è stato ospitato a lungo nei locali della Casa della Fanciulla a Pordenone, in Via Poffabro 1, poi nel Centro comunale di volontariato di Via San Quirino 5 e ora, sempre nel Centro comunale di volontariato, di Via Grado 7 (Pordenone).
L’esperienza del centro è così strutturata: incontri settimanali di riflessione su testi ritenuti significativi e confronto con i problemi della scuola e del mondo del lavoro: momenti di condivisione gratuita della propria vita con chi è svantaggiato; momenti di convivenza a carattere educativo-ricreativo; iniziative pubbliche di confronto su problematiche di attualità o su tematiche ritenute particolarmente importanti; ricerca storica e mostre tese a valorizzare la tradizione locale; spettacoli; doposcuola “Studioinsieme”.
Il Centro culturale “Augusto Del Noce” di Pordenone, pur essendo stato costituito legalmente nel 1982, ha iniziato ad operare già nel dicembre1981 con una conferenza inaugurale che ha avuto come protagonista il dissidente russo V. Maxsimov. Solo nell’anno successivo comunque l’attività si è dispiegata secondo una struttura programmatica che ancor oggi risulta sostanzialmente valida ed efficace. E’ stato così organizzato un ciclo di incontri pubblici denominato “Il senso religioso e la dignità dell’uomo nei popoli europei”, cui hanno partecipato come relatori personaggi significativi della cultura quali Jean Chrapek, Sandro Maggiolini, Guzman Carryquiri e J. M. Vesely. L’iniziativa ha riscosso un grande interesse e ad essa si è aggiunto lo spettacolo teatrale “Interrogatorio a Maria”, di Giovanni Testori, a testimonianza del fatto che il Centro si è da subito qualificato come valorizzatore delle espressioni più significativa della cultura italiana. Contemporaneamente è stato avviata l’attività a carattere seminariale di riflessione su testi e problematiche attuali offerte a giovani ed adulti, nonché l’attività ricreativa, fatta di feste, gite e campi scuola, anch’essa molto seguita da ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.
Nel 1983 gli incontri offerti alla cittadinanza hanno avuto come tema concrete testimonianze di impegno in favore della verità e della libertà, culminate nell’incontro con l’esule russo A. Sinjavskij. Significativo inoltre è stato il dibattito, organizzato alla vigilia di un confronto elettorale, sul tema “L’ideale e la politica”, cui hanno partecipato esponenti delle principali forze politiche, a riprova del fatto che il Centro ha cercato sin dall’inizio di favorire il confronto e il dialogo tra posizioni diverse su tematiche ritenute fondamentali dal Centro stesso.
Nel 1985 sono stati organizzati due importanti convegni su “La libertà di educazione: quali prospettive in Italia” che ha visto per la prima volta il coinvolgimento di numerose associazioni pordenonesi attorno a una proposta del Centro culturale, e su “L’uomo e il lavoro”, che ha inaugurato una serie di appuntamenti dedicati alla realtà produttiva e alle sue problematiche. Significativi anche gli incontri su “L’Europa: le sue origini e il suo futuro”, con la partecipazione di Francesco Ricci, e sul tema “L’illusione della buona morte. Aspetti medici ed etici dell’eutanasia”, con il Dott. Giorgio Saladini e il Prof. Pietro Nonis. In ambito educativo è continuato l’impegno del Centro culturale anche a livello di riflessione pubblica, con il convegno dell’8 maggio1986 su “Famiglia e scuola: le ragioni di una scelta” che ha confermato ancora una volta l’importanza dell’aggregazione di più realtà cittadine su di un’iniziativa culturale.
Alla fine degli anni Ottanta vanno segnalate una serie di conferenze e convegni riguardanti il tema della pace, come quella con Angelo Macchi su “Libertà e liberazione nella Dottrina sociale della Chiesa”, del 1987, e quella con Bernardo Cervellera su “Libano. La pace futura”. In tale periodo l’attenzione del centro si riportava di nuovo sui temi del lavoro con due convegni dedicati all’Enciclica papale “Sollicitudo rei socialis” e a “Il lavoro dell’uomo”.
Particolarmente intenso poi è stato il 1989, quando sono state privilegiate tematiche di ordine storico, che hanno visto la partecipazione di importanti studiosi europei come L. Moulin, “La Rivoluzione francese oltre i miti” e R. Pernoud, “La donna nel medioevo”. Nello stesso anno è sta anche inaugurato un corso sulla Dottrina sociale della Chiesa.
Nel 1985 sono stati organizzati due importanti convegni su “La libertà di educazione: quali prospettive in Italia” che ha visto per la prima volta il coinvolgimento di numerose associazioni pordenonesi attorno a una proposta del Centro culturale, e su “L’uomo e il lavoro”, che ha inaugurato una serie di appuntamenti dedicati alla realtà produttiva e alle sue problematiche. Significativi anche gli incontri su “L’Europa: le sue origini e il suo futuro”, con la partecipazione di Francesco Ricci, e sul tema “L’illusione della buona morte. Aspetti medici ed etici dell’eutanasia”, con il Dott. Giorgio Saladini e il Prof. Pietro Nonis. In ambito educativo è continuato l’impegno del Centro culturale anche a livello di riflessione pubblica, con il convegno dell’8 maggio1986 su “Famiglia e scuola: le ragioni di una scelta” che ha confermato ancora una volta l’importanza dell’aggregazione di più realtà cittadine su di un’iniziativa culturale.
Anni Novanta
Gli anni novanta possono essere considerati un periodo di consolidamento per l’Associazione che nel1991 ha assunto la denominazione di Centro culturale “Augusto Del Noce”, e ha continuato a proporre eventi di una certa rilevanza, come ad esempio il Convegno su “Interpretazione della storia e significato dell’uomo in Augusto del Noce”, con la partecipazione di R. Buttiglione, gli incontri sui cambiamenti nell’Est europeo, con la partecipazione di M. Heller, su “L’uomo nel medioevo”, con la partecipazione di F. Cardini, sulla storicità dei Vangeli, con la partecipazione di O’Callagan, e C.P. Thiede.
Anni Duemila
Dopo il 2000 l’associazione ha continuato a sviluppare il tema dell’educazione, come nel caso del ciclo di incontri su “Educare: un’avventura umana ancora possibile”, del 2002; nonché l’attenzione per le tematiche etiche, come nel caso del corso sulla Bioetica del 2005. Nello stesso tempo sono stati inaugurati nuovi settori di impegno, come, ad esempio, quelli delle mostre e della ricerca storica.
Sono nate così nel 2002 la mostra “Il bene e il bello i luoghi della cura” in collaborazione con l’Associazione “Insieme per la professione”, realizzata nella Villa Galvani di Pordenone; nel 2004 “Fatima nel cuore della storia”, in collaborazione con Le Associazioni “La Sorgente” e “Famiglia del Cuore Immacolato di Maria”, allestita nel Santuario di Madonna del Monte di Costa di Aviano; nel 2005 “Un solo corpo. Le confraternite: la fede e le opere“, allestita nella sede espositiva della Provincia di Pordenone, nell’ambito del cartellone Musae, organizzato dalla Provincia stessa e “Maria nella storia dell’arte“, allestita a Madonna del Monte; nel 2006 “Pellegrini, non vagabondi, sulla storia del Santuario di Loreto“, allestita sempre a Madonna del Monte. La peculiarità delle mostre realizzate è stata quella di unire un tema di respiro nazionale o internazionale con la realtà locale, attraverso un’accurata ricerca storico-archivistica. Per divulgare ulteriormente tali ricerche si è deciso di creare i Quaderni del Centro culturale. il primo dei quali è uscito agli inizi del 2006, in occasione dei venticinque anni del Centro.
Negli ultimi quindici anni si sono particolarmente sviluppate le mostre e le pubblicazioni: nel primo caso basti pensare a tre importanti mostre dedicate alla sessantennale carriera nell’ambito della pittura e del restauro di Giancarlo Magri, cui si deve il recupero di buona parte del patrimonio artistico del pordenonese, oppure alle mostre su tematiche mariane come “Maria lactans. La Madonna del latte in Friuli”, “Questo corpo è un sole. Immagini eucaristiche mariane” e La Casa del Pordenone. Immagini dallo Studiolo; nel secondo caso, ad esempio, all’impegnativo volume I battuti nella diocesi di Concordia. Studi in memoria di Cesare Del Zotto e il più recente libro su La Casa del Pordenone. Illustrazione dei luoghi ritrovati. Nel 2020 è stato promosso il Convegno “Il Pordenone e la Signoria liviana (1508-1537”, cui è seguita la pubblicazione dei relativi atti.
Nel 2020 è stato promosso il Concorso “Narrastoria” che ha portato alla pubblicazione del volume Viaggio in Friuli di Francesco Petrarca e altre storie medievali. Nel 2021 son o stati pubblicati gli atti del convegno Il Pordenone e la signoria liviana (1508.1537),. Politica, società e cultura in riva al Noncello. Nel 2022 è stato pubblicato il volume di studi Il Trecento a Pordenone: studi e documenti.
Nel 2023 è stato sviluppato il Progetto “Marco d’Europa”, che si è articolato in una serie di esposizioni intorno al dipinto di Johann Melchior Roos “Marco d’Aviano dopo la battaglia di Vienna” e nella pubblicazione del volume di studi Marco d’Europa. La grazia e il potere. Studi su padre Marco d’Aviano e un’immagine della liberazione di Vienna, edito dalla Libreria al Segno Editrice di Pordenone.
Nel 2024 sono stati avviati i Progetti “Laudato sie”, in preparazione al centenario francescano, e “Giubileo 2025”, in preparazione all’anno giubilare. Nell’ambito del primo progetto sono state organizzate le mostre “La lauda medievale da San Francesco a Pietro Edo” e “Francesco e il cantico”, che ha visto l’esposizione di elaborati grafici degli allievi del Liceo Artistico E. Galvani di Cordenons. Le mostre sono state accompagnate da un convegno di presentazione, da altre conferenze collaterali e da un quaderno di studi. Nel secondo progetto è stata organizzata la mostra “Il perdono che ridona la vita”, con convegno di presentazione e pubblicazione del volume Annali Friulani di Storia, arte e letteratura, dedicato al tema.
Nel 2025 è stato avviato il Progetto “Speranza senza confini: volti e luoghi per una possibile rinascita” che raggruppa una serie di iniziative volte a valorizzare esperienze di solidarietà in atto nel territorio regionale, nonché il contributo di personalità significative nell’ambito dell’impegno sociale, dell’arte e della cultura. Il progetto si è declinato inm una serie di conferenze e nel convegno “Ragione e speranza della modernità: Augusto Del Noce e Pier Paolo Pasolini”. In occasione del cinquantesimo anniversario dello scrittore di Casarsa è stato anche pubblicato il volume di Agostino Molteni, Il mio Cristo irriducibile. Pasolini e il suo Gesù.
Nell’ambito del Centro di aggregazione giovanile è sorto il doposcuola gratuito “Studioinsieme”, rivolto a studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il servizio, che siste ormai da quindici anni, interessa annualmente una quarantina di ragazzi, cui vengono offerte annualmente più di duemila ore di lezione, sia delle discipline dell’area umanistica sia in quelle dell’area tecnico-scientifica. Ciò che ha fatto nascere questa iniziativa e la fa continuare è il desiderio che i ragazzi possano trovare un luogo dove venire accolti e accompagnati nella loro crescita umana e scolastica, così da poter trovare il loro posto nella società: Si tratta di un servizio offerto alle famiglie per permettere loro di dare attuazione dell’art. 30 della Costituzione.
Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.
Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.
Cookie essenziali del sito Web
Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.
Poiché questi cookie sono strettamente necessari per la fruizione del sito web, non è possibile rifiutarli senza influire sul funzionamento del nostro sito. È possibile bloccarli o eliminarli modificando le impostazioni del browser e imporre il blocco di tutti i cookie su questo sito web.
Altri servizi esterni
Usiamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori di video esterni. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti consentiamo di bloccarli qui. Si prega di essere consapevoli del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.