Conferenza “Fede e scienza”

Origine e creazione nell’universo del big bang

Con Marco Bersanelli
Professore ordinario di Astrofisica e Meccanica Università Statale di Milano
Responsabile della progettazione e sviluppo
del Low Frequency Instrument utilizzato dal satellite Planck

Pordenone, Auditorium della Regione
ore 20.45

Com’è andata

Auditorium della Regione gremito per la conferenza dell’astrofisico Marco Bersanelli su “Fede e scienza. Origine e creazione nell’universo del big bang”.

“Tema non facile ma bello – ha detto il Vescovo nel saluto iniziale – anche perché la fede trova sostegno nella vera scienza. Il loro punto di incontro è l’infinito, Dio Padre, e occorre favorire l’incontro tra credenti e studiosi di scienza”.
Prima della conferenza si è svolta una breve cerimonia per dedicare il Centro di solidarietà “Miguel Manara” alla memoria di Valeria Domini, per la sua testimonianza umana e cristiana nei confronti dei malati oncologici.  “Un atto di riconoscenza per chi ha dato”, ha detto l’assessore Mazzer,  che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e che ha invitato i volontari presenti a “tenere duro in un momento di difficoltà per tutti”.
Bersanelli, all’inizio del suo intervento, ha sottolineato il fatto che nel mondo antico solo la Bibbia parla di creazione, che non è semplicemente un formare qualcosa a partire da qualcosa di esistente, ma passare dal non essere all’essere”.
Questa visione si è approfondita nel medioevo, come testimonia ad esempio la Commedia, in cui Dante dice che Dio è “ in sua etternità di tempo fore”, ovvero fuori dal tempo, perché il tempo e lo spazio sono stati anch’essi creati.
“Se è vero che la scienza si occupa di come si forma e muta la realtà e non della creazione – ha sostenuto Bersanelli – è anche vero che tra scienza e fede ci deve essere un dialogo”. “La scienza – ha continuato il relatore – ci dà la possibilità di conoscere un universo popolato di 200 miliardi di galassie e ci fa capire che più guardiamo lontano, più andiamo indietro nel tempo, perché la luce delle galassie più remote giunge a noi dopo 11 miliardi di anni luce e 14 miliardi di anni fa è iniziata l’espansione del cosmo”.
“Oggi – ha detto ancora lo scienziato – abbiamo addirittura l’immagine della luce primordiale, che ci giunge dal fondo apparentemente nero dell’universo, un mare di materia e radiazione, che se avesse avuto disomogeneità troppo grandi o addensamenti troppo piccoli, non avrebbe permesso la formazione delle strutture della materia”.
La cosa incredibile è che “l’espansione cosmica si può esprimere in una formula semplice per chi la sa leggere, in quanto è scritta in linguaggio matematico, tanto da far pensare a una comune intelligenza tra l’uomo e Dio, una comune radice per l’uomo e per il cosmo”.
Eppure – ha ricordato Bersanelli – l’universo è a tutt’oggi sconosciuto. Quello che noi conosciamo dell’universo è appena il 4%, mentre il restante 96 % non ci è noto. Per questo tre anni fa è stato lanciato il satellite Planck, che raccoglie la luce che viene dal fondo dell’universo”.
“Bellezza e ordine del cosmo sono segno del Divino – ha concluso Bersanelli. Max Planck diceva che la posizione vera di un ricercatore è esplorare l’esplorabile e venerare silenziosamente l’inesplorabile. Benedetto XVI dice che per noi Dio non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il big bang, ma è visibile nel volto di Cristo.
L’incontro  è  stato concluso dal Presidente del Centro di solidarietà Luciano Moro, il quale ha invitato tutti i presenti a partecipare alla raccolta di medicinali promossa dal Banco farmaceutico per sabato 7 febbraio, perché in un momento di crisi è necessario testimoniare una concreta vicinanza con chi è più in difficoltà.

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