BETLEMME, la culla e il somarello

Racconto poetico con videoproiezioni

“Betlemme” è un racconto poetico scritto da Davide Rondoni, che l’attore milanese Davide Giandrini, reciterà domenica 6 gennaio 2013, alle ore 15.30, nel Duomo di Santa Maria Maggiore di Cordenons, nell’ambito delle celebrazioni natalizie parrocchiali. La rappresentazione teatrale promossa dal Centro culturale “Augusto Del Noce” è rivolta alle famiglie e vuole contribuire alla riscoperta dell’evento del Natale, con una modalità nuova, anche se riconducibile alla grande tradizione della sacra rappresentazione.
La storia è quella del giovane Ibrahim che dopo aver lavorato duramente vorrebbe comprarsi due cammelli da usare per il trasporto delle merci nel deserto, ma che in realtà con i suoi pochi soldi può acquistare solo un povero somaro. Si tratta però di un animale strano, che ha addirittura assistito alla nascita del Figlio di Dio. “Proprio tu, mio somarello – dice a un certo punto Ibrahim – ti sei preso cura di Dio. Lui che ha vestito il cielo e la terra, che ha vestito il più piccino fiore della siepe, ha avuto bisogno di te. Del tuo soffione accurato sulle tue manine e tra i tuoi capelli di oro lieve. (…) O mistero del somaro, della santità o somaraggine tua. E anche mia, che dovrò imparare da te, che ti dovrò guardare ammirato. E da uomo presuntuoso farmi asino semplice e mansueto, da padrone farmi tuo imitatore. Del tuo dorso, del tuo respiro. E del tuo cuore grandioso”.

Lo spettacolo

di Davide Rondoni
con Davide Giandrini
disegni Guido Venturini
regia Franco Palmieri

Ibrahim ha sempre lavorato molto. Risparmiando con fatica anche gli spiccioli.
Da grande voleva comprarsi dieci cammelli, da affittare poi tipo taxi nel deserto, e diventare ricco. Quando però arriva dal negoziante si accorge che i soldi gli bastano solo per comperare un somaro. “Cosa me ne faccio di un somaro? Che non vuole nemmeno camminare! A cosa mi serve un somaro?!” Ibrahim deve accontentarsi. Compra il somaro. Portandolo in giro, tra mercati, bancarelle, e prati verdi impara a conoscere quell’animale grigio e bigio che gli sembra strano, come se nascondesse un segreto. Gli sembra addirittura di vederlo commosso. “Bah, forse girovagando e ficcando il muso in qua e in là, magari mentre masticava una carota con i suoi dentoni deve aver visto qualcosa di strano, forse qualcosa che gli ha fatto tremare il cuore e i baffoni sul naso peloso”.
L’annunciazione, Il sogno di Giuseppe, Il censimento, L’arrivo a Betlemme, La natività. Sono gli incontri che Ibrahim trova grazie al suo somaro.
Proprio tu! Il mio somarello ti sei preso cura di Dio. Lui che ha vestito il cielo e la terra, che ha vestito il più piccino fiore nella siepe, ha avuto bisogno di te, del tuo soffione accurato sulle sue manine e tra i suoi capelli di oro lieve! (…) Oh, mistero del somaro, della asinità o somaraggine tua. E anche mia, che dovrò imparare da te, che ti dovrò guardare ammirato.E da uomo presuntuoso farmi asino semplice e mansueto, da padrone farmi tuo imitatore. Del tuo dorso, del tuo respiro. E del tuo cuore grandioso. Il racconto dai tratti poetici corre lieve accompagnato da disegni e filmati in videoproiezione.

Depliant_betlemme

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