Sfogliando Del Noce e altri scritti

sfogl_delnoce_MINdi Matteo Candido – 2006

Nel presente fascicolo sono raccolti alcuni degli studi promossi recentemente dal Centro culturale “Augusto Del Noce”. In tal modo vogliamo ricordare i venticinque anni del sodalizio, la cui attività è iniziata a Pordenone nel 1981, con la denominazione Centro culturale “Il Segno”. Sono stati cinque lustri di impegno culturale in città e nel territorio provinciale in cui abbiamo cercato di affrontare alcuni dei problemi emergenti nella società odierna a partire dal fatto cristiano, perché questa è l’identità che ci costituisce. La decisione, nel 1991, di dedicare il Centro ad Augusto Del Noce (1910-1989) è venuta, oltre che dalla stima verso il grande filosofo cattolico, anche dal giudizio sul suo percorso intellettuale ed esistenziale. Egli infatti è stato da una parte l’uomo deciso nel «rifiutare ogni complicità con il male», come lui stesso ha scritto in un appunto del 1983, e dall’altra l’uomo capace di riconoscere umilmente che finché la tradizione cattolica, la verità cattolica, la cultura cattolica, non sono incontrate come un avvenimento nel presente, la vita non ha speranza. Senza tale incontro infatti l’uomo rimane solo e, se ha cuore, ultimamente disperato, perché nessuna verità, nessuna dottrina e cultura risponde alla sua attesa più profonda. Siamo grati al professor Matteo Candido, che ha ripercorso nel suo saggio Sfogliando Del Noce il pensiero del filosofo torinese, con la passione dell’allievo e del discepolo, quale lui è stato negli anni del magistero delnociano all’Università di Trieste. Manca nella lettura di Candido l’ultima fase di Del Noce, quella del «cattolicesimo incontrato nel presente», che coincise per il filosofo con l’avvicinamento a Comunione e Liberazione, esperienza da lui definita «il primato del temporale». Ma questo è in un certo senso il “libro” che Del Noce ha potuto solo iniziare, nei suoi pur numerosi interventi comparsi soprattutto sul settimanale Il Sabato, lasciando ad altri il compito di continuarlo; è questo in fondo il “libro” di un’identità cristiana che non è costretta a far «parte per se stessa», ma che per grazia si butta generosamente nella realtà, per vagliarla e trattenere ciò che in essa c’è di vero, buono e bello. In tale contesto ci è sembrato utile raccogliere nel quaderno due brevi saggi di ricerca storica locale, realizzati dal Centro culturale in preparazione di altrettante mostre allestite negli ultimi anni: quella del 2002 sul tema “Il bene e il bello. I luoghi della cura”, e quella del 2005 su “Un solo corpo. Le confraternite: la fede e le opere”. Si tratta di un’attività volta alla riscoperta di aspetti poco noti della ricca tradizione cristiana della Destra Tagliamento, che il Centro intende continuare a valorizzare e far conoscere anche in futuro.

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